martedì 13 novembre 2012

Notte

Vorrei arrivare alla fine della notte e capire cosa mi tiene sveglio così a lungo con la voglia di mordere le parole, di fare a pugni con le frasi e di mescolare la vodka con i pensieri. La finestra si affaccia su questo castello dove ancora delle luci fanno leva sul mio sguardo e illuminano una stanza che non posso penetrare, è dura cercar di inventare un mobile, un tavolo, un essere che la possa abitare, non è ora. La cima delle montagne è lo spazio che mi separa dal resto delle cose, anche dal resto di quel che di me sta molto oltre. Sotto un Mondo è assopito, non lo senti, anche quello lo devi immaginare, è fatto di persone che sanno perché è buio. Io lo ignoro. Non ho mai capito se la notte è un concetto che a molti non quadra, o se sono l' unico al quale spesso sfugge il suo senso. Coscienza di un uomo, è quella che fa la differenza; ognuno si fabbrica le sue tenebre e le colora con le sue tinte, ci mette dentro quello che vuole. Qualcuno svuota la sua notte, altri  la riempiono così tanto che alla fine la senti urlare tanto è piena. Ci puoi fare l' amore, ci puoi parlare con la  notte, ci puoi stare dentro per un pò, a non fare  nulla. Puoi aspettare che il tempo passa e intanto vederti dall' altro lato del letto con gli occhi chiusi , pensare a  un altro al tuo posto  che se ne frega, che già sta sognando. Ho pensato fosse facile arrivare alla fine della notte e  averla in pugno, poter far finta che sia solo la cornice di un quadro che ha così poco valore quanto più il quadro in sè ne possiede, coglierla di sorpresa.   Ma  la notte non perde, non la puoi cambiare, è un contenitore profondo  dove ogni cosa la puoi mettere o buttare dove trovi più spazio ma alla fine non ti da nulla indietro se cerchi di scuoterla, di rigirarla o di metterci dentro la mano. Non ti resta altro che girarti dall' altro lato, rivedere te stesso, chiudere gli occhi e sognare quello che sta oltre le montagne. 

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